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Il Rolfing® è un metodo riconosciuto?

Il Rolfing® è riconosciuto dalla medicina complementare e registrato in Svizzera quale metodo terapeutico naturale. Le assicurazioni complementari delle maggiori casse malati coprono parte dei costi del trattamento. Prima di sottoporvi al trattamento vi consigliamo di informarvi presso la vostra cassa malati in merito alle esatte prestazioni fornite. I dati da fornire alla cassa malati sono:
- nome e cognome del terapeuta: Pascal Di Lauro
- nome del metodo: Rolfing®


Perché il Rolfing® lavora con il tessuto connettivo?

Il tessuto connettivo costituisce il sostegno effettivo delle varie componenti del corpo; la dotteressa Ida P. Rolf l'aveva definito "l'organo della forma". Gli effetti del Rolfing® sul corpo sono dati dalle caratteristiche anatomiche e fisiologiche di questo tessuto. Lo troviamo in tutto il corpo, è il tessuto più abbondante e più presente tra i tessuti primari. Assicura funzioni di sostegno, protezione, fissazione, isolazione e di trasporto. La sua caratteristica è quella di memorizzare le tensioni meccaniche e di reagire deformandosi in seguito ad agressioni o traumatismi. Il rolfer lavora in modo da coinvolgere la straordinaria plasticità reversibile dei tessuti connettivi (dovuti alla gran proporzione di fibre collagene, di elastina e di reticulina) per accompagnare il corpo verso una maggior coerenza con la forza di gravità.


A chi si rivolge il Rolfing®?
Le vaste possibilità di impiego che offre la tecnica Rolfing® non devono però far pensare che sia una panacea.
Le sedute vi consentono di avere un corpo meglio organizzato e più funzionale.
Se è vero che per la stragrande maggioranza delle persone il riequilibrarsi nello spazio, ritrovare elasticità e recuperare movimenti sciolti è di grande aiuto e molto piacevole, il Rolfing è comunque un processo: la disponibilità al cambiamento non è sempre la stessa.

Alcune persone non amano essere toccate: soffrono il solletico, sono iper-sensibili al tocco: non arriverebbero mai allo studio di un Rolfer se qualcuno non ce le portasse. Non è opportuno decidere per altri: è valido soprattutto in questo caso. La scelta deve essere libera e la persona consenziente, bambini compresi. Si può convincere a provare, non altro.

In certi casi è meglio evitare questo tipo di trattamento, o circoscriverlo: per esempio durante la gravidanza.
Quando sono presenti processi infiammatori, il lavoro va fatto ai margini dell'infiammazione, per non diffonderla ulteriormente. Se la malattia è sistemica, cioè diffusa in tutto un sistema dell'organismo, come nelle malattie reumatoidi, è sconsigliata una manipolazione diretta e bisogna optare per un lavoro più indiretto, sul coordinamento e la percezione motoria. Lo stesso vale per forme gravi di diabete e per i tumori in atto, o operati da poco tempo.

Ci sono casi in cui anomalie ossee, congenite o acquisite, limitano gli effetti del trattamento, anche se la distensione di tessuti irrigiditi può comunque dare sollievo.

Diverse persone si rivolgono ai Rolfers perché hanno ernie discali, di piccola o media entità', che i chirurghi hanno sconsigliatto di operare, ma che danno comunque problemi. In questi casi il lavoro va fatto solo se c'è la disponibilità di chi lo vuole provare a cambiare schemi motori e posturali scorretti: è controproducente pensare che il problema non esista e continuare a fare cose errate.

Abbiamo notato spesso, lavorando con persone che portano gli apparecchi ortodontici (cioè per raddrizzare i denti), che ci possono essere tensioni nell'organismo, che inibiscono gli effetti del Rolfing, probabilmente generate dall'apparecchio stesso: per essere sicuri di investire al meglio tempo e denaro, è preferibile rimandare le sedute alla fine del trattamento ortodontico.

Il Rolfing® non è una psicoterapia: se è vero che un senso di benessere generale influisce positivamente sull'umore e che sentirsi bilanciati nello spazio e "ben piantati per terra" può aumentare il senso di sicurezza, è anche vero che sarebbe fuorviante aspettarsi da una tecnica strutturale la soluzione di un grave disagio psichico.

Spesso le persone si sentono molto diverse anche se i risultati visibili sono relativamente pochi; questo accade quando la situazione di partenza non è di grande squilibrio strutturale: ovviamente non si potranno vedere cambiamenti eclatanti, nella forma esterna, ma la percezione fisica e gli schemi di movimento saranno più efficaci.

Nel corso della prima seduta si possono chiarire dubbi di questo tipo e inquadrare le aspettative personali nei termini del possibile.